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Quando esce il libro di un amico scrittore

  • Immagine del redattore: ketyf8
    ketyf8
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

C'è una sensazione che accomuna tutti gli scrittori, indipendentemente da quanti libri abbiano pubblicato.

È quel misto di entusiasmo, paura e vulnerabilità che si prova quando una storia smette di appartenere soltanto a chi l'ha scritta e comincia il suo viaggio tra i lettori.

In questi giorni ci pensavo osservando il collega e amico Roberto Carraro e l'uscita del suo ultimo romanzo, La stessa indagine (PAV Edizioni).


Conosco Roberto da anni e, pensate, l'inizio non è stato dei più semplici. Anzi.

Stavo organizzando la prima edizione di "Camponogara nel Mistero". La Lanterna non era ancora nata e io vivevo una vita frenetica, divisa fra un impegnativo lavoro d'ufficio, la famiglia e la mia grande passione per i libri.

Lui, da ex poliziotto, era sospettoso per ogni mio ritardo nelle risposte. Io mi irritavo ogni volta che me lo faceva notare, finché, presa da una certa dose di stizza, ho preso in mano il telefono e l'ho chiamato esattamente da dove mi trovavo: nel parcheggio di un supermercato, con le mie figlie (all'epoca ancora bambine) che non stavano zitte un attimo e io con i minuti contati.

«Roberto, non ti sto mentendo. Riesci a sentire perché non posso parlare ora?»

L'ho sentito ridere. Si è scusato e, da quel momento, è cominciata una bella amicizia.


Oggi Roberto è uno degli autori con cui ho il rapporto più sincero. Se qualcosa non va, me lo dice. Se ha un dubbio, lo condivide. È un grande sostenitore del confronto, ed è una delle cose che apprezzo di più di lui.

Abbiamo condiviso presentazioni, idee, dubbi e quella strana ostinazione che accomuna chi continua a scrivere anche quando la strada sembra tutta in salita.


Quando conosco un autore da vicino, faccio sempre fatica a parlare dei suoi libri da semplice lettrice, perché dietro una copertina vedo anche tutto quello che il lettore non vede.



Le pagine riscritte.

I momenti di sconforto.

Le attese.

Le domande che ogni scrittore, prima o poi, si pone.

Piacerà? Sarà all'altezza? Arriverà alle persone giuste?

È anche uno dei motivi per cui preferisco non fare recensioni.

In questi giorni, mentre guardo Roberto vivere l'uscita del suo nuovo libro, non posso fare a meno di pensare che, tra qualche mese, toccherà anche a me.

"Camponogara fra le righe", rassegna letteraria de La Lanterna in collaborazione con il Comune di Camponogara, presentazione di Roberto Carraro, Silvia Miraglia e Sabrina Rado moderata da me
"Camponogara fra le righe", rassegna letteraria de La Lanterna in collaborazione con il Comune di Camponogara, presentazione di Roberto Carraro, Silvia Miraglia e Sabrina Rado moderata da me

Il mio nuovo romanzo è ancora in viaggio, ma so già che, quando arriverà il momento di consegnarlo ai lettori, proverò esattamente le sue stesse emozioni.

Perché ogni libro è un piccolo atto di fiducia e ogni autore, nel momento in cui pubblica, compie lo stesso gesto: affida una parte di sé a perfetti sconosciuti, sperando che qualcuno, tra quelle pagine, trovi qualcosa che gli appartenga.


A Roberto auguro proprio questo: che La stessa indagine trovi i lettori giusti, capaci di apprezzarlo e di regalargli la soddisfazione che ogni scrittore spera di vivere.


Questo il lato più bello della scrittura: dietro ogni libro non ci sono soltanto storie, ma persone che imparano a camminare insieme, sostenendosi a vicenda. E quando uno di noi raggiunge un traguardo, in fondo, è un po' una festa per tutti.

Kety

 
 
 

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