Agatha Christie, il fascino del mistero e il mio prossimo appuntamento a Venice Noir
Ci sono storie che ci appassionano per ciò che raccontano. E altre che ci conquistano per ciò che nascondono.
Mi sono chiesta spesso perché siamo così attratti dal mistero. Perché, davanti a un delitto raccontato in un romanzo, non ci accontentiamo di sapere chi sia stato, ma vogliamo capire come e, soprattutto perché.
Forse è proprio questo uno degli aspetti che amo di più della narrativa noir: la possibilità di esplorare le zone d'ombra dell'essere umano, quelle in cui le certezze vacillano e il confine tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare si fa sottile. Ed è anche uno dei motivi per cui Agatha Christie continua ad affascinarmi.
Agatha Christie e l'arte di raccontare ciò che non vediamo
A cinquant'anni dalla sua morte, Agatha Christie rimane una delle scrittrici più conosciute e lette al mondo.
Non ha inventato il romanzo poliziesco. Prima di lei, Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle avevano già contribuito a costruirne le fondamenta. Ma Christie ha saputo trasformare l'enigma in un gioco raffinatissimo tra autore e lettore.
Era una maestra nel distribuire indizi, costruire sospetti e indirizzare la nostra attenzione verso la persona sbagliata. Eppure, ciò che trovo ancora più interessante è la sua capacità di raccontare le persone: dietro i delitti dei suoi romanzi si nascondono gelosie, rancori, ambizioni, segreti familiari e sentimenti che, portati all'estremo, possono trasformarsi in qualcosa di terribile. Il mistero non riguarda soltanto ciò che è accaduto: riguarda ciò che si nasconde dentro chi lo ha provocato.
Il mio percorso, tra fantasy, thriller e storie ancora da raccontare
Quando ho cominciato a scrivere, non pensavo che il mio percorso letterario mi avrebbe portata a esplorare generi così diversi.
Ho raccontato mondi fantastici, affrontato storie d'amore e situazioni in cui la realtà si intreccia con l'impossibile, ma il richiamo del mistero è sempre stato presente.

Oggi, mentre lavoro al mio prossimo romanzo (un giallo dalle atmosfere cupe ambientato tra la Riviera del Brenta, Padova e Venezia), mi accorgo di quanto mi interessino le persone e ciò che scelgono di nascondere.
I segreti che attraversano le famiglie. I ricordi che possono ingannarci. Le verità che preferiamo ignorare, talvolta persino a noi stessi.
Non scrivo per imitare Agatha Christie, naturalmente. La sua opera appartiene a un'altra epoca e a una tradizione narrativa ben precisa e non mi sognerei mai di paragonarmi a lei. Ma credo che chiunque si avvicini alla scrittura di un giallo possa imparare qualcosa dalla sua capacità di costruire la tensione e, soprattutto, di comprendere il comportamento umano.
Perché un buon mistero non vive soltanto della sua soluzione: vive delle domande che ci costringe a porci lungo il percorso.
Da scrittrice a organizzatrice culturale: un cammino che continua
Negli ultimi anni la scrittura mi ha portata anche oltre le pagine dei miei romanzi.
Con la fondazione dell'associazione culturale La Lanterna e dell'Academy Voglio Diventare Uno Scrittore, ho scelto di dedicare una parte sempre più importante della mia vita alla promozione della lettura, al sostegno degli autori e alla creazione di occasioni di incontro tra chi scrive e chi legge.

Ho scoperto quanto mi piaccia ascoltare le storie degli altri, approfondirne il percorso creativo e accompagnare gli autori nel dialogo con il pubblico.
Moderare una presentazione letteraria, per me, non significa semplicemente porre delle domande. Significa entrare in una storia, comprenderne le sfumature e provare a restituirle a chi ascolta.
Ed è proprio questo percorso che mi porterà, tra poche settimane, a un appuntamento particolarmente significativo.
Il 12 novembre sarò a Venice Noir

Quest'anno Venice Noir, il festival internazionale dedicato alla letteratura noir e al mistero, rende omaggio ad Agatha Christie nel cinquantesimo anniversario della sua morte.
E sono davvero felice di annunciare che giovedì 12 novembre 2026, alle ore 18, presso l’Ateneo Veneto a Venezia, avrò il piacere di moderare l'incontro inaugurale con Massimo Moscati, autore de Il grande libro di Agatha Christie, pubblicato da Mondadori Electa.
Moscati, giornalista, scrittore e sceneggiatore, ci accompagnerà alla scoperta della Regina del Giallo attraverso le sue opere, i personaggi che hanno segnato la storia della letteratura e le numerose trasposizioni cinematografiche e televisive.
Sarà un'occasione per parlare di una scrittrice straordinaria, ma anche per riflettere su quanto il suo modo di raccontare il mistero abbia influenzato la narrativa contemporanea.

Per me, che continuo a muovermi tra scrittura, promozione culturale e nuove storie da raccontare, sarà un'esperienza particolarmente emozionante e forse anche un piccolo cerchio che si chiude: da lettrice affascinata dai misteri a scrittrice che prova a costruirne di propri, fino alla possibilità di raccontare al pubblico una delle autrici che hanno reso grande questo genere.
Le storie continuano
Non so se esista una formula perfetta per scrivere un buon giallo.
So però che le storie capaci di rimanerci dentro sono spesso quelle che mettono in discussione ciò che credevamo di sapere. Quelle che ci fanno dubitare delle apparenze, dei personaggi e qualche volta persino di noi stessi.
Agatha Christie lo aveva capito molto bene.
E mentre mi preparo a questo incontro e continuo a lavorare al mio prossimo romanzo, penso che sia proprio questa una delle sfide più affascinanti della scrittura: non limitarsi a raccontare una verità, ma accompagnare il lettore fino al momento in cui sarà pronto a riconoscerla.
Ci vediamo a Venice Noir!
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento dei posti disponibili.






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