La follia più bella che abbia mai fatto
- ketyf8

- 17 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Se qualche anno fa mi avessero detto che oggi sarei stata qui a scrivere questo articolo, probabilmente avrei guardato quella persona con gli occhi spalancati e le avrei chiesto: "Davvero?"
Perché sì, l'ho fatto: ho lasciato un posto fisso per inseguire una passione.
Sono una pazza? Può darsi.

Ma a un certo punto non riuscivo più a mettere a tacere quella vocina che continuava a urlare: "Vuoi davvero passare il resto della tua vita a fare qualcosa che non ti appartiene?"
Ho sempre amato i libri, da quando ero bambina.
Mi piaceva tenerli in mano, sfogliarli, sentirne il profumo, guardarli sugli scaffali. Mi hanno sempre trasmesso una sensazione di casa che difficilmente ritrovo altrove. Figurarsi che mi ricordo ancora qual è stato il primo libro che ho imparato a leggere e il primo che ho acquistato in libreria.
E da amarli a scriverli il passo è stato breve.
Non semplice, ma breve.
Ogni libro, ogni errore, ogni delusione e ogni soddisfazione mi hanno insegnato qualcosa e, senza quasi accorgermene, tutto quell'amore è cresciuto.
È diventato un'associazione culturale.
È diventato un'Academy.
È diventato collaborazioni editoriali, eventi, rassegne, corsi e nuovi progetti. Una community con volti e personalità e amore, amicizia, rispetto.

Oggi non riesco più a vedere queste realtà come mondi separati. Sono un unico ecosistema, un luogo costruito da chi ama i libri, per chi li sogna, li scrive e li legge.
La vita da imprenditrice culturale non è semplice, anche se, devo essere sincera, credo di essere stata fortunata, visto che negli anni ho lavorato in ambiti molto diversi, ricoprendo ruoli strategici che mi hanno insegnato a organizzare, pianificare e prendere decisioni. Tutte cose che ormai si sono impresse a fuoco sul mio DNA e che a volte mi fanno sembrare una bacchettona, lo ammetto.
E se qualcuno sta pensando di fare lo stesso passo solo perché tanti guru sostengono il mondo imprenditoriale, attenzione: diventare il capo di sé stessi non significa avere la bacchetta magica e non lavorare più.
Significa assumersi ogni responsabilità, studiare continuamente, imparare quello che ancora non si sa, prendere decisioni difficili, correre rischi e, soprattutto, imparare a convivere con l'incertezza.
Per questo non mi sentirai mai dire: "Lascia tutto e segui il tuo sogno." Io credo nei sogni, moltissimo, ma credo anche nei piani, nello studio, nella logica.
Perché sognare è meraviglioso, ma avere i piedi ben piantati a terra rende il viaggio molto più sicuro.

Ed eccomi qui.
Oggi i libri, la scrittura e le storie sono diventati il mio lavoro… Ogni tanto faccio ancora fatica a crederci!
Le difficoltà non mancano e il rischio di non staccare mai esiste davvero, eppure, quando mi siedo davanti a questo computer per scrivere, progettare una rassegna o preparare un corso, mi sento esattamente dove dovrei essere.
A casa.
Qualche giorno fa mio marito, che è sempre stato il più razionale e il più prudente tra noi due, mi ha detto:
"Potresti aprire una libreria."
Mi ha fatto sorridere, lo sto contagiando! E chissà, magari un giorno farò davvero quel passo, ma non ora. Ora sogno qualcosa di diverso.
Un luogo, virtuale e non, in cui le persone possano incontrarsi grazie alle storie. La strada è lunga, ma so di potercela fare.
E, se continuerai a seguirmi, credo che questo blog diventerà proprio uno di quei posti.
Benvenuto.

Ps: Se ti va di continuare questo viaggio insieme, puoi iscriverti alla mia newsletter: non ti manderò decine di email. Ti prometto solo storie, riflessioni e idee che meritano di essere raccontate. Per un mondo dove il tempo per le storie esiste ancora.
Kety

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